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Il
Camel Trophy
1985 era la più
grande gara
evento fino a quel
punto, con ben
sedici squadre
da otto nazioni diverse
che prenderono
parte, incluso
tre squadre
nuove
all'evento:
Giappone,
Brasile, e le
Isole
Canarie. il Camel
Trophy portò i
partecipanti
nella
seconda isola
più grande del
mondo, il Borneo
con
distese enormi
di territorio
inesplorato nel
suo hinterland.
Gli italiani
attaccavano la
conquista del
terzo trofeo.
Il percorso del
tragitto
selezionato
cominciava a Samirinda sulla
costa est del Borneo
Indonesiano (Kalimantan)
e finiva
nella città
petrolifera e porto
di Balikpapan.
La pioggia ancora
una volta fù un
ostacolo
formidabile che
bloccava l'avanzata durante
l'evento, si
creavano
piste
pericolosamente
viscide e
fiumi gonfi che
fluivano
veloci.
L'avanzata era
molto lenta
anche
attraverso le
montagne delle
regioni della
giungla di Kalimantan Est,
dove la
velocità del
convoglio era
ridotta a
due o tre
chilometri al giorno.
Quello che fece
il Camel
Trophy del 1985
di
particolarmente
memorabile fù
l'improvvisato
aerotrasporto
con tramite
l'elicottero
dell'intero
convoglio dei
veicoli
Land Rover 90"
attraverso
miglia di
foresta
tropicale
allagata. I
veicoli erano
stati
bloccati
da
un innalzamento
delle acque
all'interno
della foresta
allagata, dove
senza questo
pezzo
dell'ingegnosità,
ci sarebbero
rimasti
indubbiamente
fino alla
prossima
stagione
asciutta.
L'altra
innovazione
significativa
era
l'introduzione
del Premio"
Team Spirit
Award",
dato alla
squadra che
riceveva la
migliore opinione e
giudizio data da
tutte le altre
squadre
partecipanti, la
maggior parte
sottolineò
l'amicizia ed il
cameratismo
dell'evento. Il
primo "Team Spirit
Award"
fu
dato alla
squadra
brasiliana ed
amabile di Carlos Probst e
Tito Rosenberg.
Note sulla
spedizione:
IL Borneo una
delle isole più
grandi del
pianeta con i
suoi
736.000 km2 di
superficie, è
coperta per una
selva densa ed
esuberante,
formata per
numerosi alberi
di apprezzabile
legno, tali come
il sandalo e l'alconforero,
ed una
variopinta
vegetazione.
L'isola è divisa
in due parti
principali: La
maggiore,
conosciuta col
nome di Kalimantan,
appartiene
all'Indonesia e
si estende dal
centro verso il
sud del
territorio; La
parte ovest
appartiene alla
Repubblica della
Malesia, mentre
verso il nord
si trova la
giovane regione
del Brunei,
indipendente del
protettorato
Britannico dal
febbraio di
1985.
Come è abituale
in tutte le
edizioni del
Camel Trophy,
tra i
partecipanti che
si riunirono per
iniziare la
prova in
Balikpapan,
località situata
ad est
dell'isola,
c'erano persone delle più
diverse
provenienze e
professioni, da
informatore
scientifico
fiorentino fino
al proprietario
di una pizzeria
sul Fiume di
Janeiro, un
pilota olandese
di aeroplani
F-16 o un
pianista del
Giappone. Un
vario gruppo
umano, insomma
disposto a
condividere
per alcuni
giorni la sua
passione per
l'avventura.
L'organizzazione
aveva previsto
1600 km che è
l'obiettivo da
compiere in
tutte le
edizioni, tra Samarinda nel
costa est
dell'Indonesia
facendo una
rotta circolare
in senso
antiorario
si
finiva
nell'antica
città portuale
di Balikpapan,
Perché fare la
cosa in maniera semplice
quando la stessa
cosa si può
fare in maniera complicata.
Questo è senza
nessun dubbio
quello che
pensava
l'organizzazione
del Camel. Si
scelse la
stagione delle
piogge per
attraversare il
Borneo. La rotta
fu
complicata fino
a tal punto che
le
Land Rover
utilizzate
quell' anno
furono denominati
"Sottomarini
gialli".
Al contrario di
quello che
succedesse
negli appuntamenti
celebrati due
anni prima in Zaire, il
percorso
inizialmente
previsto dagli
organizzatori
dovette essere
ostensibilmente
accorciato. La
pioggia, di
nuovo ritornò ad
essere un
tremendo
ostacolo da
vincere durante
la prova, E
fù a causa
delle piogge
torrenziali
cadute
sull'isola del
Borneo pochi
giorni prima del
principio della
prova, che gli alvei
di alcuni fiumi
che si erano
considerati nei
viaggi
esploratori precedenti facilmente
guadabili, erano ora in
alcuni casi più
profondi più di sei metri e
producevano
pericolose e
rapide crescite
dei fiumi. E
allo stesso
modo, le strade
per le quali
doveva
transitare il
convoglio erano
diventate
completamente
impraticabili ,
col risultato
che
necessitava
rifare gli
itinerari e
prescindere da
alcune
tappe
programmate. Il
tracciato
previsto dovette
essere
modificato sulla
marcia nelle sue
ultime tappe. Le
difficoltà del
terreno, del
quale erano
sparite le
tracce di
passaggio in
molti casi,
frenarono
notevolmente la
marcia del
convoglio. La
progressione fu
perfino più
lenta attraverso
le montagne
delle regioni
con giungla,
dell'est di
Kalimantan, a
volte riducendo
la velocità del
convoglio a 2 o
3 chilometri
giornalieri.
In assonanza
con la
lussureggiante
vegetazione, il
Borneo è un
territorio
propizio allo
sviluppo di una
varia fauna,
nella quale
sottolineano
diversi tipi di
orangutan,
precisamente
la definizione
orangutan, di
origine malese,
significa
letteralmente <<
uomo della selva
>>) ed una gran
varietà di
serpenti, come
il pitone ed il
cobra, benché il
più
sottolineabile
per la sua
rarità sia la
chiamata <<
serpente
volante >>, un
ofide che,
discende
dagli alberi,
allarga il suo
corpo ed arriva
fino al suolo
planando.
Ma quello che
realmente rese
insopportabile
il soggiorno
dei
spedizionieri
nella selva del
Borneo, fu un
altro tipo di
fauna che
sembrava
disposta a
compensare la
sua piccolezza
corporale con
un'intensa
esibizione delle
sue abilità
acute: gli
insetti. Perché
alle nuvole di
zanzare, cimici
e vespe che
vagabondarono
costantemente
intorno alla
carovana,
bisognò
aggiungere
l'insoffribile
presenza delle <<
formiche di
fuoco >> i cui
morsi sono
eccessivamente
dolorosi. Meno
male che quelli
spronati
viaggiatori
poterono
resistere i suoi
disturbi
epidermici coi
godimenti della
vista, poiché
davanti ad essi
si estendeva una
flora di
sfumature
indescrivibili tra la
quale
volteggiavano
alcuni esemplari
dell'Ornithoptera
brookeana, a
giudizio degli
entomologi, la
farfalla più
bella della
creazione.
Di tutte le forme,
la selva del
Borneo fu molto
difficile da
oltrepassare,tanto
che furono
percorrersi solo 400
chilometri
durante i
quindici giorni
che duro la
prova. Tutto un
record di
pazienza nella
storia del Camel
Trophy. E quello
che nelle ultime
tappe gli
autisti
rimanevano fino
alle quattro
dell'alba di
fronte ai loro
veicoli e la
marcia girava ad
incominciare
tanto sole tre
ore dopo.
Nonostante, la
meta di Samarinda era
anche molto
lontano, ed i
responsabili
della prova
optarono per
variare il
percorso delle
ultime giornate
e tracciare una
rotta di ritorno
a Balikpapan.
Rimase chiaro,
pertanto, che
l'aggettivo <<
impenetrabile >>
applicato a
questo angolo
del pianeta è
qualcosa più che
un luogo comune.
Durante la prova
ed tenuto conto
delle
insuperabili
condizioni che
lo scenario
offriva per ciò,
si esercitarono
nuovi metodi,
basati
nell'impiego di
zattere
pneumatiche, per
guadare fiumi
quando è
evidente che le
automobili non
possono farlo
per se stessi. I
risultati
dell'esperienza
furono
sfruttati in
maniera
redditizia
nell'edizione
celebrata
l'anno
seguente in
territorio
australiano.
Tutto il
convoglio fu
inghiottito da
una pista
inondata di
fango, pista
nella quale
poterono
avanzare 300m
in 24 ore!!!.
Per salvare il
convoglio dal totale blocco
terrestre nel
quale si era
imbattuta la
spedizione,
bisognò cercare
un'uscita aerea.
Solo in questo modo,
tramite
un potente
elicottero Sicorsky, furono
trasportate la totalità
delle Land Rover
90 che formavano
il convoglio
sospesi dentro
una rete
sull'impressionante
paesaggio
dell'isola
attraverso
miglia di bosco
inondato, dove
senza nessun
dubbio, senza
questo aiuto,
sarebbero
rimasti lì fino
alla seguente
stagione secca.
In mezzo a
numerose
difficoltà
si
svilupparono le
nove prove
speciali che
servirono a
determinare il
vincitore del
trofeo. Le
squadre italiane
partivano come
chiari favoriti,
tenuto conto
dell'eccellente
ruolo che i
rappresentanti
di questo paese
avevano svolto
nelle precedenti
edizioni. Ma la
cosa certa è che
furono
defraudati o,
semplicemente
dovettero cedere
davanti alla
migliore
attuazione di
una delle due
squadre tedesche
formata da Heinz Tallin e
Bernd Strohdach
che sollevò il
trofeo, seguita
da una squadra
giapponese.
L'altro elemento
significativo,
per la prima
volta introdotto
durante Borneo
85, fu
l'inclusione del
trofeo allo
Spirito di
squadra,
concesso alla
squadra, la
quale secondo
l'opinione e
giudizio del
resto di squadre
partecipante,
riflettesse il
cameratismo e
cameratismo
della prova. Il
trofeo << Team
Spirit Award Camel
Trophy >>, andò
a finire alla
squadra dei
simpatici
partecipanti
brasiliani, Carlos Probst e
Ciottolo
Rosenberg,
fondamentalmente
per il valore e
la capacità
dimostrate,
poiché i suoi
membri furono
capaci di
continuare nella
prova dopo avere
sofferto un
spettacolare
incidente nel
quale
precipitarono
col il loro veicolo
per un burrone
di dieci metri.
Fu un'edizione
dove i
rovesciamenti
furono numerosi.
I primi furono
gli svizzeri che
uscirono sparati
da una
carreggiata,
seguiti dai
tedeschi nella
stessa circostanza.
Altri 3 Land
Rover ebbero lo
stesso destino
durante le 24
ore seguenti.
Tutto un record
da battere, 6
rovesciamenti e
18 metri di
caduta del
veicolo della
squadra
italiana.
La seconda
posizione in
questo trofeo
l'occuparono i
rappresentanti
canarini. Tra i
loro
meriti, da
sottolineare il
fatto che
cambiarono la
frizione del
loro
veicolo in tempo record e
l'essere stati i primi
in guadare un
fiume di gran
larghezza, dopo
che altre cinque
squadre
avevano
tentato senza
successo.
La vittoria
del
Camel Trophy
1985 andò invece
a
Germania 1
squadra formata
da Heinz
Kallin e Bernd
Strohdach.
|
Squadra
Veicoli: |
Land
Rover 90" |
|
Veicoli
di
supporto: |
Land
Rover 110" |
|
Distanza: |
1500 km
di
percorso |
|
Numero
di
Squadre: |
16 |
Nazioni
Partecipanti:
|
Belgio 1 |
Philippe
Goblet &
Hubert
Callens |
|
|
Belgio 2 |
Giovanna-Claud
Decraene
&
Wilfried
van der
Kalen |
|
|
Brasile
1 |
Osmar
Eugenio
Kretschek
& Luis
Aylton
Casertani |
|
|
Brasile
2 |
Carlos
Probst &
Tito
Rosenberg |
premio
"Team
Spirit
Award"
|
|
Germania
1 |
Heinz
Kallin &
Bernd
Strohdach |
Vincitori
Camel
Trophy |
|
Germania
2 |
Georg
Michael
Diehl &
Jurgen
Meinig |
|
|
Olanda 1 |
Arie
Plugers
& Will
Gualtieri |
|
|
Olanda 2 |
Jouke
Eikelboom
& Gerrit
Oudenampsen |
|
|
Italia 1 |
Flavio
Dematteis
&
Stefano
Gasi |
|
|
Italia 2 |
Roberto
Ive &
Beppe
Gualini |
|
|
Giappone
1 |
Kunio
Takagi &
Fukumu
Uzuta |
|
|
Giappone
2 |
Hirotaka
Shimamura
&
Gentaro
Izumitani |
|
|
Spagna |
Javier
Casasus
Lattore
& Jaime
Masferrer
Ordis |
|
|
Isole
Canarie
|
Fernando
Rebull &
Jose
Antonio
Reyes |
|
|
Svizzera
1 |
Bruno
Camenzind
& Urs la
Birra |
|
|
Svizzera
2 |
Werner
Ehrsam &
Werner
Paul
Buhrer |
|